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Forme parlanti: un cimiero Sogonikun / Chi wara. Speaking forms: a Sogonikun / Chi wara crest

  Maschera ad elmo Sogonikun / Chiwara , cultura Bamana, Mali, regione dì Sikasso. Legno. Cm 46    Provenienza collezione privata, Spagna, Native Auction L’acquisizione di questa opera ci consente di testimoniare    concretamente un concetto fondante per il punto di vista tribaleglobale sui linguaggi dell’arte. Questa maschera è concepita per interagire con ogni senso. La vista è stimolata da forme insieme rigorose e sinuose: pur evocando esperienze artistiche occidentali significative quali il Surrealismo e il Cubismo, sarà difficile raggiungere una sintesi estetica cosi suggestiva. Le    forme “suonano”, non solo per il canto e la danza che accompagnano sempre l’ingresso in scena di questa maschera, ma per una sorta di evidente stimolazione sinestetica che la caratterizza: sembra di vedere le scaramucce amorose, le acrobazie dell’antilope nell’erba alta della Savana. Tatto, olfatto e gusto sono il contesto sensoriale    coinvolgente che car...

IL SALE, IL BURRO..la bellezza quieta della pace / SALT, BUTTER..the quiet beauty of peace

IL SALE, IL BURRO… La bellezza quieta della pace Mendadica, 20 marzo 2022 A cura della Associazione SITU AZIONI TRIBALIGLOBALI ,  in collaborazione con il comune di Mendatica, Cooperativa Brigì, Pro Loco  ore 11.30     inaugurazione delle mostre: - Ghurras, Divini Supporti dalle montagne del Nepal immagini qui n https://www.flickr.com/photos/tribaleglobale/albums/72157647792993849  Casa del pastore -  Museo civiltà delle malghe - Sale nero,  fotografie di Stefano Pansotti immagini qui https://www.stefanopensotti.com/book_sale_nero-a6802    Sala consigliare comune di Mendatica Ore 15.30 - Presentazione della scultura “ Ommu de Faija” di Giuliano Arnaldi e Emilio Grollero fontana “can du Filipò”,  via San Bernardo Ore16 laboratorio con i bambini a cura di Simonetta Tassara Costruiamo l'ommu de Faija con materiali di riciclo biblioteca civica,  all'aperto tempo permettendo Viviamo tempi in cui gli  esseri ...

TRIBALEGLOBALE 2022 : hic sunt Ligures

  Su alcune antiche carte geografiche si trovava la scritta “ hic sunt leones “   (lat. «qui abitano i leoni»). indicava genericamente aree sconosciute e potenzialmente pericolose, proprio per   essere ignote.   Anche la Liguria è per certi versi sconosciuta, e per verti versi “ pericolosa” come può essere l’ignoto. Certamente è abitata da un popolo fiero ed impegnativo, come possono essere i leoni… Rivendichiamo orgogliosamente questa differenza, questo essere “leoni”. Ecco perché quest’anno Tribaleglobale ha scelto il gioco di parole “hic sunt Ligures” . E’ un modo per dichiarare che il 2022 sarà per noi “ l’anno delle radici “ . Rafforzeremo la nostra presenza a Onzo, inizieremo a radicarci a Cosio d’Arroscia, dove nacque il Situazionismo, anche grazie alla associazione SITU AZIONI TRIBALIGLOBALI .. E la bellezza dell’arte ruggirà con la potenza del leone, sempre evocata senza limiti di spazio e di tempo.  On some ancient geographical maps there was th...

Una favola di Felice Cascione “ U Megu”

Felice Cascione entrò immediatamente nel mito. La sua limpidezza, la sua bontà d’animo e non ultimo il suo fisico atletico amplificarono fin da subito le sue gesta eroiche: il testo che segue è tratto da una pubblicazione dei primi anni cinquanta  di Giovanni Bronda - l’Uomo, il Medico, il Patriota in Felice. Cascione, Eroe Nazionale - edito da stabilimento Tipografico Belforte , Livorno. “ Questo episodio è stato ricostruito alla meglio, su dichiarazioni verbali, frammentarie, dopo sette anni dalla morte di Cascione. Forse non è completo, né molto esatto nei suoi particolari, ma si è ritenuto di non doverlo omettere, perché interessante. Durante la permanenza nell'accampamento di Castellermo il dott. Felice ebbe occasione di curare e di guarire da una grave infezione ad una gamba il padre di un partigiano il cui nome di battaglia era C. e che noi chiameremo Viscardo. Il brav'uomo sentiva per il simpatico medico tanta riconoscenza che arrivò a dirgli: “Se le donassi un grosso b...

La storia di Bagatto, il Militare Partigiano

La storia di Bagatto. Antonino Amato detto “Bagatto” per la sua statura non alta, è uno dei tanti giovani che l’8 settembre abbandonano la divisa a migliaia di km da casa .Trova lavoro nei campi e soccorso alimentare a Leca d'Albenga, assieme ad altri due siciliani, Giovanni Gallo di Favara (A.G.) e Gerlando Mandracchia di Agrigento. Un abitante di Leca, Mario Cha, lo ricovera in casa sua; Irma Ravatta a Babolla, dove gestisce un negozio, è prodiga di aiuto ai resistenti ed agli indigenti; “Bagatto” è uno dei suoi beneficiati. Gallo e Mantracchia dopo un certo periodo, annusano il pericolo, vogliono salire in montagna, si uniscono nel progetto di un vecchio antifascista di Leca - Giobatta Ferro (Baciccin di Gumbi) - e di Agostino Enrico (Lancia). Un ragazzino quattordicenne, Augusto Massabò, si è offerto di accompagnarli. A questo quintetto si uniscono due sconosciuti, che manifestano l'intenzione di disertare dall'esercito tedesco. Il quintetto ha l'appuntamento a Lec...
  L’Ommu da Faija aspetta la luna. Con Emilio Grollero abbiamo pensato che questo grande portale ( 3,25 m.) potremmo chiamarlo    “    Ommu da Faija”, in omaggio    alla stirpe di giganti che si narra fondò Mendatica, e da cui traggono origine i Mendaticesi di oggi. La tradizione ci parla degli  “  ommi da Faija”,  termine che come ricorda Paolo  Ramella può essere derivato dall’occitano ( favola, e da qui la definizione di uomini leggendari) o dal termine Faggio, per identificare coloro che vivevano nel bosco spontaneo e non in quello coltivato a castagni.   Uomini abituati a fatiche che richiedevano una forza notevole, e che forse - come ragionevolmente  ipotizza Ramella-  appartenevano ad un popolo venuto da lontano, insediatosi per primo in questi luoghi.  Questi Portali, che non sono mai inscritti in mura fisiche, sono pensati per evocare le barriere più insormontabili,   ...

Il Portale di Cicno nel paese dei Situazionisti

IL PORTALE DI CICNO Sulle colline di Cosio d’Arroscia si materializzano antichi amanti: Fetonte e Cicno . Fetonte chiede al padre Elio, dio del Sole, di essere riconosciuto come figlio. C’è chi nega questa verità. Elio è disponibile, ma non nel modo richiesto dal figlio, che vuole condurre almeno una volta il Carro che porta nel mondo luce e calore: è Auriga, sa come guidare un carro.  Elio sa che il Carro degli Dei è ingovernabile da un essere in parte umano, e non può, o non vuole, usare il suo potere per risolvere questo problema. Il suo amore per il figlio non può o non vuole arrivare a tanto, contano più le regole del mondo degli Dei dell’amore paterno. Ma il figlio vuole la prova d’affetto nei termini scelti da lui, vede la violazione di un diritto assoluto fondato su un fatto vero - essere figlio del dio - dove il padre vede  una concessione subordinata ad un potere più grande, che infatti si infuria e lancia il fulmine mortale contro Fetonte. Il potere non cede i ...