Passa ai contenuti principali

TRIBALEGLOBALE 2022 : hic sunt Ligures

 



Su alcune antiche carte geografiche si trovava la scritta “ hic sunt leones “  (lat. «qui abitano i leoni»). indicava genericamente aree sconosciute e potenzialmente pericolose, proprio per  essere ignote.  Anche la Liguria è per certi versi sconosciuta, e per verti versi “ pericolosa” come può essere l’ignoto. Certamente è abitata da un popolo fiero ed impegnativo, come possono essere i leoni… Rivendichiamo orgogliosamente questa differenza, questo essere “leoni”. Ecco perché quest’anno Tribaleglobale ha scelto il gioco di parole “hic sunt Ligures” .

E’ un modo per dichiarare che il 2022 sarà per noi “ l’anno delle radici “ . Rafforzeremo la nostra presenza a Onzo, inizieremo a radicarci a Cosio d’Arroscia, dove nacque il Situazionismo, anche grazie alla associazione SITUAZIONI TRIBALIGLOBALI ..

E la bellezza dell’arte ruggirà con la potenza del leone, sempre evocata senza limiti di spazio e di tempo. 



On some ancient geographical maps there was the inscription "hic sunt leones" (lat. "Here live the lions"). it generically indicated unknown and potentially dangerous areas, precisely to be unknown. Liguria is also in some ways unknown, and in some ways "dangerous" as the unknown can be. It is certainly inhabited by a proud and demanding people, such as lions can be ... We proudly claim this difference, this being "lions". This is why Tribaleglobale chose the pun "hic sunt Ligures" this year.

It is a way of declaring that 2022 will be "the year of roots" for us. We will strengthen our presence in Onzo, we will begin to take root in Cosio d’Arroscia, where Situationism was born, also thanks to the association SITUAZIONI TRIBALIGLOBALI ..

And the beauty of art will roar with the power of the lion, always evoked without limits of space and time.


Commenti

Post popolari in questo blog

Il potere del segno

Immaginate il primo essere umano senziente , nella notte dei tempi; esce dal proprio rifugio per procurarsi il cibo, alza la testa e vede il cielo stellato…oppure vede nascere, o morire, una altro essere verso il quale prova affetto perché lo sente simile a se. Cosa avrà provato? Ragionevolmente, si sarà posto delle domande; la curiosità è insita nella natura dei soggetti senzienti. Ragionevolmente, saranno state le stesse domande che ci poniamo noi,  sopratutto nei momenti di grande gioia o di grande dolore:  da dove vengo? Dove andrò dopo la morte? Come faccio a stare bene?  E, ragionevolmente, il nostro antenato, d’istinto, cercò di fare memoria di quella sensazione lasciando una traccia. Prese una pietra e fece un segno. E’ un gesto naturale, da sempre. I graffiti sui monumenti con vandaliche banalità tipo “ tizio è stato qui ”, le scritte sui muri etc…manifestano la necessità di appropriarsi del tempo e delle sensazioni tramite un gesto che diventa segno. L’arte nas...

I Taped di Asger Jorn....

  Nella foto, da sx a dx: una scultura Taped ( Cultura Mambila) e due ceramiche di Asger Jorn: Bodille e  Månehunden, esposte al Museo di Silkeborg , entrambe realizzate nel 1953 Chissà se Asger Jorn, nella sua infinita curiosità creativa, ebbe modo di incontrare  le sculture Tadep del popolo Mambila, che abita tuttora tra i due lati del confine tra la Nigeria e il Camerun. Certamente osservando Bodille (Ragazza Lunare), ceramica realizzata 1953, e Månehunden , anch’essa di quell’anno,  parrebbe di si. Gli esperti riconducono l’iconografia della “faccia piatta” alla tendenza che gli Artisti del Co.Br.A. avevano di osservare e riproporre i disegni infantili. E’ anche vero che sia Jorn ( grande appassionato e studioso di Archeologia del Grande Nord , estensore di testi che sono insieme opere d’arte e fonte rigorosa di informazioni ) sia i suoi amici artisti conoscevano e collezionavano Arte “Tribale” . Baj ne creò una significativa raccolta, che poi disperse. Mi pia...

COSE DELL'ALTRO MONDO a Laigueglia, per il Salto dell'Acciuga

  Le immagini di Pino Bertelli, che ho il grande onore di vedere esposte insieme alla mia “Nigra sum, sed Formosa” non hanno bisogno di essere presentate. Parlano con il linguaggio tragico e sublime che un grande Artista , ovvero un potente narratore come Pino, che nessuno può ignorare. Aggiungere parole sarebbe ridondante. E’ forse opportuno che vi presenti la mia, e il loro contesto, ovvero il titolo che Con Simonetta ed Emilio abbiamo scelto.  Cose dell’altro mondo è una espressione un pò desueta che si usava davanti a qualcosa di sconosciuto e vagamente perturbante. Per contrasto l’abbiamo scelto per presentare forme di bellezza che arrivano da altri mondi, ma che in fondo non ci sono così estranee, perché la bellezza parla sempre di vita e di morte, di amore e di odio, di coraggio e di viltà; parla insomma, di ogni persona e ad ogni persona, in ogni tempo e in ogni luogo.  Oggi è difficile parlare di amore e di pace, e per questo l’edizione laiguegliese di Cose dell’...