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La dittatura della mediocrità : Onzo è uno specchio...

Olio su tela , XVII secolo, cm 74 x 78 circa. Mi rendo conto di mettere a dura prova la pazienza di chi pensasse di leggere questo articolo, ma la vita non si risolve in un tweet..Se avrete la pazienza di leggere l’intervento che segue, che abbiamo presentato durante l’ultimo Consiglio Comunale di Onzo, troverete connessioni ben più grandi. Rifiuti, siccità, abusi di potere… l’aspetto sorprendente é che siamo arrivati al punto in cui non basta più nemmeno una pubblica denuncia presentata in una sede così importante come un Consiglio Comunale, la descrizione di uno scenario che parte dal falso in atto pubblico, dall’interesse privato in atti d’ufficio per denunciare un contesto più ampio che riguarda l’opacità del sistema di connessione tra politici e mondo dello smaltimento dei rifiuti ( e non solo ). Nonostante siano fatti noti, che io li dichiari pubblicamente da anni assumendomene la responsabilità, nonostante diversi Esposti a due Procure della Repubblica ( tuttora in esse...

A COSE SERVE UN BASTONE ? / WHAT IS A WALKING STICK FOR?

BASTO ONIS ROSSO, UNO DI NOVE LEGNO DI CASTAGNO A cosa serve un bastone? A sostenersi, a difendersi, ad aggredire? Dipende da chi lo ha in pugno. Certamente serve. Durante le Rogazioni di Cosio d’Arroscia, organizzate dall’infaticabile Griot Ligure Emilio Grollero nel 2022, mi sono imbattuto in un anziano signore che fabbrica ancora bastoni. Da collezionista compulsivo qual sono ne ho immediatamente acquistato uno, e mi sono lasciato prendere da un percorso mentale fatto di memoria e di conoscenze. Da bambino, durante le lunghe estati passate tra Onzo e Vendone , andavo a “scö ”- che nella nostra lingua non significa andare a scuola ma al pascolo- con miei coetanei del paese. C’era sempre un bastone, spesso fatto sul momento raccogliendo un ramo, ma i più grandi ne avevano uno vero e proprio, come quelli di Cosio, dove la pastorizia è più radicata essendo zona di Malghe. Il percorso ancestrale che trasforma un pezzo di legno in strumento complesso è una formidabile testimonianza ...

A PROPOSITO DI UN CASCO FANG / ABOUT A FANG HELMET

Maschera ad elmo Ngontang, Cultura Fang . Metà del XX secolo. Legno, caolino, pigmenti naturali h. cm 27. Prov. Fernandez Leventhal- NYC - e Arte Primitivo- Barcellona - Le maschere provenienti da quello che oggi chiamiamo Gabon, e che come sempre accade in Africa è invece una terra che ospita popoli organizzati e definiti ben oltre i confini del colonialismo occidentale , sono tra le più ricercate ( e falsificate) . Ed i popoli Punu e Fang sono tra quelli che maggiormente hanno prodotto questo tipo di manufatti. Le maschere sono caratterizzate da lineamenti delicati, quasi eterei, enfatizzati dal colore bianco del caolino, e danzano in circostanze particolari. La nostra maschera ad elmo, proveniente dalle Gallerie Fernandez Leventhal di NYC e Arte Primitivo di Barcellona, ha danzato durante la cerimonia nota come Ngontang. celebrata a quanto risulta dalla comunità Fang nell'attuale Gabon settentrionale, Guinea equatoriale e Camerun meridionale fino alla metà del XX seco...

25 APRILE 2023. LA MEMORIA SANGUINA

25 aprile 2023 . La memoria sanguina. PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA SULLA RESISTENZA NELLA 1 ZONA LIGURIA, CERIALE 23 APRILE 2023 A che serve conservare queste fotografie? In fondo sono solo pezzi di carta, immagini sbiadite di persone che non ci sono più, di luoghi che facciamo fatica a riconoscere. Sono immagini lontane dalla nostra quotidianità, così abituata a selfie compulsivi che durano un’attimo, e smettono di interessare anche a chi li ha realizzati. Così poco definite nella risoluzione, richiedono la fatica dell’immaginazione per essere comprese. Eppure ogni volta che Pino Fragalà le tira fuori, le espone, si raduna una piccola folla. Certamente alcuni sono parenti dei protagonisti, altre persone che vivono nei luoghi dove sono accaduti i fatti narrati dalle immagini, e sono curiosi. Ma c’è altro. Mi è capitato spesso di osservare le persone che si avvicinano alle immagini di questa Mostra, il loro atteggiamento; c’è rispetto, attenzione, sorpresa, un certo timore reveren...

Globi Massonici dalla Collezione Berger / Masonic Orb from the Berger Collection

In inglese si chiamano comunemente Masonic Orb o Masonic fobs, Masonic Golden Globe, Masonic balls and Cross fobs. Sono oggetti piccoli, in oro e argento, ( quelli qui esposti, provenienti dalla Collezione Berger di Milano variano da 2 a 0,7 cm di diametro) molto raffinati nella esecuzione e nella complessità simbolica. Una volta aperto la sfera (o meglio il Globo evocante il Globo Terrestre) si manifesta il simbolo della Croce, articolata in sei parti in forma piramidale, ciascuno di quattro facce, ognuna incisa con un simbolo esoterico, in prevalenza Squadra e compasso, Sigillo di Salomone, Acacia primaverile, Pilastri di Boaz e Jachin, ma anche raffiguranti altri concetti. Chiusa ricorda la “palla elettorale”, aperta può ricordare l’Architettura della Loggia con la posizione del Gran Maestro e diversi Grandi Iniziatici. In uso fino agli inizi del XX secolo prevalentemente nel mondo anglosassone, venivano attaccati alla catena dell’orologio e consentivano tra l’altro il ricono...

Filippo Biagioli / Expansis Manibus

PREMESSA La traduzione letterale di “expansis manibus” è “con le mani tese”, ma questa espressione viene comunemente usata sia nella letteratura religiosa cristiana sia nella descrizione di opere d’arte a soggetto religioso. Le braccia sono alzate, rivolte verso il cielo. E’ tra le invocazioni ancestrali più diffuse e istintive, forse è il modo più antico ed autentico per stabilire un rapporto con il Mistero, da sempre metaforicamente posto in cielo. La Cinesica e la Prossemica, scienze che studiano il linguaggio del corpo e del suo porsi in relazione con gli altri e lo spazio, collocano questa postura in relazione diretta con il funzionamento del nostro cervello: È scientificamente provato che il cervello ha maggiori connessioni con le mani che con qualsiasi altra parte del corpo. Allan Pease, psicoterapeuta esperto in comunicazione e linguaggio del corpo, ha condotto un esperimento con otto diversi oratori, che hanno tenuto una serie di discorsi di una decina di minuti ciascuno ...

DE/FORMAZIONE / 1 DE/FORMATION 1 : Camminare dentro un volto/ walking inside the face

  Cultura Wayana -Aparai. maschera Tamok DE/FORMAZIONE   / 1   DE/FORMATION 1 Camminare dentro un volto/ walking inside the face La deformazione delle figure è un gioco suggestivo e pericoloso. suggestivo perché porta d’istinto in altri mondi, pericoloso perché evidenzia la relatività di quello nel quale viviamo. E rischiamo di perderci. Per me de/formare un oggetto è diverso dal monumentalizzarlo. In questo secondo caso emerge la dimensione maestosa dell’oggetto stesso, mi verrebbe da dire la sua dimensione ieratica nel rispetto assoluto di ciò che l’oggetto è, per quello che è. Si può dire che ne viene dichiarata l’essenza. La de/formazione ( spezzare la parola in questo caso oltre a indicarne l’etimologia e dichiarare gli specifici contenuti delle radici, mi consente di agevolare il processo creativo che ho in mente) può invece svelare aspetti reconditi come nasconderli ulteriormente. Nel caso di questa maschera ogni implicazione è possibile. Proviene dal  nor...