Passa ai contenuti principali

Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!

 Il sapere è la munizione migliore per cambiare il mondo...


Beantwortung der Frage: Was ist Aufklärung? (letteralmente : Risposta alla domanda: che cos'è l’Illuminismo?


Grazie ad un Collezionista privato la #BibliotecaTribaleglobale dispone di una nuova reliquia. Ci ci conosce sa che cerchiamo di avere sempre almeno tre copie dei titoli che consideriamo significativi per la natura della nostra Biblioteca: una copia digitale - su cui potere fare annotazioni - una copia caratterizzata da una traduzione o da una introduzione particolarmente significativa, ed una copia coeva al tempo in cui l’opera nacque, che porti con se in valore reliquiale di essere stata scelta, letta, conservata da chi respirava la stessa aria dell’autore. Non è cosa da poco, considerando che gran parte dei testi a cui ci riferiamo vennero messi all’indice, subirono censura e procurarono guai a chi li scrisse, li stampò e a chi ebbe il coraggio di possederli e leggerli…Ecco perché consideriamo reliquie i libri che appartengono a questa categoria: sono ciò che resta, testimonianza , di intelligenza, passione e coraggio, tutte qualità quanto mai necessarie di questi tempi. 


L’ultima acquisizione è una reliquia a noi particolarmente cara, perché testimonia il tempo nel quale siamo cresciuti, che ci ha formato, e che sembra scomparire cancellato dalla dittatura della mediocrità; il tempo in cui le persone iniziarono a parlare di Ragione, di Libero arbitrio , invitate ad avere il coraggio di “servirsi della propria intelligenza”.


Stiamo ovviamente parlando del Secolo dei Lumi, e precisamente del testo che per primo definì il termine Illuminismo.

Fu Immannuel Kant, in un breve saggio dal titolo Beantwortung der Frage: Was ist Aufklärung? (letteralmente : Risposta alla domanda: che cos'è l’Illuminismo?), a fermare per primo, nero su bianco, un movimento di pensiero sempre più diffuso;  Il testo originale vide la luce nel 1784 - è proprio il caso di dirlo! - sulle pagine della rivista Berlinische Monatsschrift.


La storia del saggio nasce da una vera e propria sfida intellettuale. Nel 1783, il teologo e pastore protestante Johann Friedrich Zöllner pubblicò un articolo nella stessa rivista, in cui esprimeva scetticismo sul matrimonio civile e sul concetto nascente di "Illuminismo". In una nota a piè di pagina lanciò una provocazione: «Cos'è l'Illuminismo? Questa domanda, a cui è quasi tanto importante rispondere quanto alla domanda "cos'è la verità", prima che si cominci a illuminare, non ha ancora trovato risposta!». La redazione della rivista berlinese colse l'occasione e invitò i più grandi pensatori dell'epoca a rispondere. Tra gli intellettuali che accettarono la sfida ci furono il filosofo ebraico Moses Mendelssohn e, appunto, Immanuel Kant.

Kant scrisse la sua risposta nel 1784, definendo l'Illuminismo non come un semplice movimento culturale, ma come un processo di emancipazione umana. L'Illuminismo è «l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso». La "minorità" di una persona rispetto ad un’altra è determinata dall'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Kant lancia il celebre grido di battaglia dell'epoca: «Sapere aude!» ( Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!).

Secondo Kant, gli uomini rimangono subalterni a vita non per mancanza di intelligenza, ma per pigrizia e viltà. È comodo avere un Libro che pensa per noi, un direttore spirituale che valuta la coscienza al posto nostro, o un medico che decide la nostra dieta. Egli  introduce una distinzione fondamentale per garantire la libertà senza distruggere l'ordine sociale: c’è un uso privato, quello che un cittadino fa della ragione nel proprio lavoro o ruolo ufficiale (es. un soldato deve obbedire agli ordini, un cittadino deve pagare le tasse). Qui l'obbedienza è necessaria; c’è un uso pubblico, che consiste nella libertà che lo stesso cittadino, in quanto studioso, ha di criticare apertamente le leggi o le dottrine davanti al pubblico dei lettori. Un prete non può cambiare il dogma mentre predica in chiesa (uso privato), ma deve essere libero di scrivere un saggio sulle riforme necessarie nella Chiesa (uso pubblico). In realtà la posizione di Kant non mira a sovvertire l’ordine costituito; la sua ammirazione per Federico il Grande, in quel tempo Re di Prussia e non a caso definito “despota illuminato”, si fonda sul fatto che quel monarca concedeva una grande libertà di pensiero,  pretendendo in cambio il rispetto delle leggi. Considera però il suo tempo come un’era “in via di Illuminismo”, tesa a ridurre progressivamente gli ostacoli verso una totale libertà di pensiero. La risposta di Kant alla domanda posta dal Pastore Zöllner divenne così immediatamente il manifesto dell'Illuminismo europeo, e quel piccolo saggio formalizzò di fatto l'idea moderna di libertà di stampa, di tolleranza religiosa e rivendicò il ruolo cruciale degli intellettuali nella società civile. Non è un caso che a secoli di distanza, il testo venga ancora  studiato e considerato la pietra miliare della nascita dello spirito critico moderno e dei diritti civili.


Il valore storico e culturale di questa edizione. La nostra edizione non è la prima;  venne pubblicata nel 1873, quasi cent’anni dopo, ma di distingue per alcune significative peculiarità:

  • Venne editata nella collana Philosophische Bibliothek. [1] che si poneva in modo dichiarato un obiettivo profondamente democratico ed educativo:  rendere accessibili i testi classici del pensiero filosofico (fino ad allora riservati al mondo accademico e stampati in edizioni costose) a un pubblico di massa, a studenti e a prezzi popolari.
  • I testi originali erano affiancati da una corposa  serie di volumi di commento e spiegazione , per guidare i lettori non specialisti attraverso le complessità di autori come Kant, Spinoza, Cartesio e Aristotele. [1,] , curati direttamente dal fondatore della collana, Jiulius Hermann von Kirchmann [1]; Filosofo, Politico e Magistrato, fu eccezionale divulgatore e agitatore culturale, capace di sottrarre la filosofia al monopolio dei professori universitari per portarla nella società civile dell’Ottocento. Kirchmann sviluppò una posizione nota come realismo filosofico, ponendosi in netto contrasto con l'idealismo assoluto (in particolare quello di Hegel), che dominava le università tedesche dell'epoca e che considerava troppo astratto, speculativo e lontano dalla realtà pratica. Kirchmann sosteneva una filosofia che rimanesse ancorata all'osservazione dei fatti reali, dei fenomeni storici e della percezione concreta; nell’ambito giuridico sostenne una tesi radicale che fece scalpore: a differenza delle scienze naturali, le cui leggi sono eterne e immutabili, l'oggetto del diritto cambia costantemente a seconda dei capricci del legislatore. La sua frase rimasta storica recita: «Bastano due tratti di penna del legislatore per mandare al macero intere biblioteche». Di conseguenza, per Kirchmann, lo studio delle leggi positive (il diritto scritto dello Stato) non poteva essere considerato una vera scienza oggettiva. [1] E’ interessante notare il fatto che La collana esiste ancora oggi, pubblicata dall'editore Felix Meiner, ed è la più antica e prestigiosa serie di testi filosofici in Germania. [1, 2].
  • E’ una ristampa letterale, fedele all'originale (Wörtlicher Abdruck): Il testo originale del 1784 (quello pubblicato inizialmente sulla rivista Berlinische Monatsschrift) viene riprodotto parola per parola, senza modernizzazioni della lingua, tagli o modifiche editoriali. Il testo conserva inoltre  la classica stampa in caratteri gotici (Fraktur), che rimase lo standard per i testi in lingua tedesca fino alla prima metà del XX secolo. E’ un fatto curioso e interessante; che il curatore abbia scelto di mantenere identica anche la forma della pubblicazione , e non solo il contenuto, amplifica quel valore reliquiale a noi così caro.  Inoltre per questo volume della collana Philosophische Bibliothek, ( che contiene anche la ristampa di "Erläuterungen zu Kant's Prolegomena” curata e commentata direttamente Kirchmann ), il curatore scelse l’edizione  stampata nel 1843 a Potsdam,  nel periodo del cosiddetto Vormärz tedesco; era un’epoca  caratterizzata da forti tensioni politiche, richieste di riforme costituzionali e censura governativa. Ripubblicare fedelmente il saggio di Kant sulla libertà di pensiero e l'uso pubblico della ragione proposto in quel preciso anno e conseguentemente caricato di un forte valore simbolico e politico, rende plasticamente l’idea della precisa volontà di testimoniare il valore di quel testo anche nei suoi aspetti più formali. 
Giuliano Arnaldi, Onzo 24 ottobre 2026


Commenti

Post popolari in questo blog

Il potere del segno

Immaginate il primo essere umano senziente , nella notte dei tempi; esce dal proprio rifugio per procurarsi il cibo, alza la testa e vede il cielo stellato…oppure vede nascere, o morire, una altro essere verso il quale prova affetto perché lo sente simile a se. Cosa avrà provato? Ragionevolmente, si sarà posto delle domande; la curiosità è insita nella natura dei soggetti senzienti. Ragionevolmente, saranno state le stesse domande che ci poniamo noi,  sopratutto nei momenti di grande gioia o di grande dolore:  da dove vengo? Dove andrò dopo la morte? Come faccio a stare bene?  E, ragionevolmente, il nostro antenato, d’istinto, cercò di fare memoria di quella sensazione lasciando una traccia. Prese una pietra e fece un segno. E’ un gesto naturale, da sempre. I graffiti sui monumenti con vandaliche banalità tipo “ tizio è stato qui ”, le scritte sui muri etc…manifestano la necessità di appropriarsi del tempo e delle sensazioni tramite un gesto che diventa segno. L’arte nas...

RELIQUUS, ciò che resta.

Un reliquairio Manifattura Torretta ( Genova XVIII secolo) e un Reliquairio Kota   La sofferenza dell’umanità è infinita, perché senza fine è la sua vita.  C.G.Jung, Libro Rosso   “ Quanti conservano ancora ciocche di capelli di persone care o i primi denti dei bimbi? Ancora  oggi molti mangiano i testicoli del toro, o le ostriche perché si dice donino vigore, oppure  uova forate con uno spillo per ingerirne direttamente il contenuto senza che lo stesso sia "contaminato" dal mondo esterno: anche nell'ambito religioso occidentale le "reliquie" sono tuttora venerate o quantomeno rispettate ovunque restino tracce di fede. Perché quindi stupirsi se in un'altra parte del mondo altro materiale organico viene usato per creare le ferite del corpo e dell'anima? Davanti al mistero, che esso si manifesti con gioia o con disperazione, l'uomo ha bisogno di dare una forma alla speranza. Così oggetti che rivestono un particolare significato per il loro valore s...

ma cosa c'è dietro...?

  Picasso e i Cubisti ne intuirono la potenza; nel 1923 Fernand Legér usò forme dell’arte statuaria Kota e Senufo per i costumi e le scene del balletto La création du monde; d ifficile non vedere la sintonia tra una maschera Ngil del popolo Fang ed   i volti di Modigliani, o quella tra le forme di Giacometti e i Tchitcheri in ferro del popolo Moba; André Breton iniziò a collezionare Kachina nel 1927 e ne consolidò il posto nel mondo dell'arte raffigurandone una sul manifesto di una mostra di oggetti surrealisti a Parigi , nel 1936.                                                   André Breton e parte delle sue Kachina Sto parlando di quella che chiamiamo Arte Tribale o  più correttamente Arti Primarie, ovvero  di quei linguaggi estetici (ed etici, mistici, esoterici…) provenienti da culture definite primitive, che con una potenza destinata a l...