ATA, TPL… sigle che identificano pubblici servizi fondamentali come rifiuti e trasporti, e società che hanno il dovere di gestire tali servizi al meglio. Fino ad oggi a capo di queste società sono stai messi politici scelti da altri politici. E’ un percorso formalmente corretto: i cittadini scelgono Sindaci, essi devono scegliere Amministratori. Ma quei servizi hanno funzionato? Funzionano? La risposta è sotto gli occhio di tutti e quindi la domanda è: la politica è stata all’altezza di governare settori così strategici per i cittadini? Il problema diventa più ampio, non è più “solo” ( si fa per dire…) il funzionamento dei servizi. E’ legittimo domandarsi se le nomine sono state fatte nell’interesse della Cosa Pubblica, cioè se i politici che hanno scelto altro politici hanno messo in campo il meglio possibile o se tali nomine sono servite per compensare equilibri di potere interni, e sempre più personali. E’ legittimo domandarsi se il mezzo - l’esercizio del sottogoverno - non sia diventato fine. Ma questa domanda si infrange contro un muro di gomma, nonostante una crisi profonda di molte Autorità sempre meno Autorevoli : abbiamo già archiviato il caso Magistratura? archivieremo rapidamente il caso Baroni Universitari? Parliamo di giustizia e di istruzione, non di bazzeccole..ingenuamente sogno un bimbo che alzi il dito e dica , come nella favola “i Vestiti nuovi dell’imperatore”, che il Re è nudo…ma in un paese dove i vecchi rubano il futuro ai giovani bambini se ne fanno sempre meno.
Immaginate il primo essere umano senziente , nella notte dei tempi; esce dal proprio rifugio per procurarsi il cibo, alza la testa e vede il cielo stellato…oppure vede nascere, o morire, una altro essere verso il quale prova affetto perché lo sente simile a se. Cosa avrà provato? Ragionevolmente, si sarà posto delle domande; la curiosità è insita nella natura dei soggetti senzienti. Ragionevolmente, saranno state le stesse domande che ci poniamo noi, sopratutto nei momenti di grande gioia o di grande dolore: da dove vengo? Dove andrò dopo la morte? Come faccio a stare bene? E, ragionevolmente, il nostro antenato, d’istinto, cercò di fare memoria di quella sensazione lasciando una traccia. Prese una pietra e fece un segno. E’ un gesto naturale, da sempre. I graffiti sui monumenti con vandaliche banalità tipo “ tizio è stato qui ”, le scritte sui muri etc…manifestano la necessità di appropriarsi del tempo e delle sensazioni tramite un gesto che diventa segno. L’arte nas...

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