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Il potere del segno

Immaginate il primo essere umano senziente , nella notte dei tempi; esce dal proprio rifugio per procurarsi il cibo, alza la testa e vede il cielo stellato…oppure vede nascere, o morire, una altro essere verso il quale prova affetto perché lo sente simile a se. Cosa avrà provato? Ragionevolmente, si sarà posto delle domande; la curiosità è insita nella natura dei soggetti senzienti. Ragionevolmente, saranno state le stesse domande che ci poniamo noi,  sopratutto nei momenti di grande gioia o di grande dolore:  da dove vengo? Dove andrò dopo la morte? Come faccio a stare bene?  E, ragionevolmente, il nostro antenato, d’istinto, cercò di fare memoria di quella sensazione lasciando una traccia. Prese una pietra e fece un segno. E’ un gesto naturale, da sempre. I graffiti sui monumenti con vandaliche banalità tipo “ tizio è stato qui ”, le scritte sui muri etc…manifestano la necessità di appropriarsi del tempo e delle sensazioni tramite un gesto che diventa segno. L’arte nas...

RELIQUUS, ciò che resta.

Un reliquairio Manifattura Torretta ( Genova XVIII secolo) e un Reliquairio Kota   La sofferenza dell’umanità è infinita, perché senza fine è la sua vita.  C.G.Jung, Libro Rosso   “ Quanti conservano ancora ciocche di capelli di persone care o i primi denti dei bimbi? Ancora  oggi molti mangiano i testicoli del toro, o le ostriche perché si dice donino vigore, oppure  uova forate con uno spillo per ingerirne direttamente il contenuto senza che lo stesso sia "contaminato" dal mondo esterno: anche nell'ambito religioso occidentale le "reliquie" sono tuttora venerate o quantomeno rispettate ovunque restino tracce di fede. Perché quindi stupirsi se in un'altra parte del mondo altro materiale organico viene usato per creare le ferite del corpo e dell'anima? Davanti al mistero, che esso si manifesti con gioia o con disperazione, l'uomo ha bisogno di dare una forma alla speranza. Così oggetti che rivestono un particolare significato per il loro valore s...

ma cosa c'è dietro...?

  Picasso e i Cubisti ne intuirono la potenza; nel 1923 Fernand Legér usò forme dell’arte statuaria Kota e Senufo per i costumi e le scene del balletto La création du monde; d ifficile non vedere la sintonia tra una maschera Ngil del popolo Fang ed   i volti di Modigliani, o quella tra le forme di Giacometti e i Tchitcheri in ferro del popolo Moba; André Breton iniziò a collezionare Kachina nel 1927 e ne consolidò il posto nel mondo dell'arte raffigurandone una sul manifesto di una mostra di oggetti surrealisti a Parigi , nel 1936.                                                   André Breton e parte delle sue Kachina Sto parlando di quella che chiamiamo Arte Tribale o  più correttamente Arti Primarie, ovvero  di quei linguaggi estetici (ed etici, mistici, esoterici…) provenienti da culture definite primitive, che con una potenza destinata a l...