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Africa Percepita: quando l’arroganza segnava i confini con il righello. / Perceived Africa: when arrogance marked the borders with the ruler.



L’Occidente ha sempre ritenuto un proprio diritto spartirsi le risorse conquistate con violenza e sopraffazione, e capitava facilmente che i confini dei cosiddetti “ Stati” venissero tirati con il righello indipendentemente dai popoli che li abitavano, tutti indifferentemente composti da “ negretti “: d’altra  parte i “convertiti” per noi erano tutti genericamente pagani, o al massimo musulmani…

Congo, Nigeria, Camerun…Per noi italiani c’erano la Libia, l’Eritrea, l’Etiopia…a prescindere dalla complessità di popoli e culture che pretendevamo di comprimere nella parola scelta. Eppure anche allora la semplice osservazione di una carte geografica fisica, parlando di deserti, montagne e boscaglie, lasciava intuire culture ancestrali di pastori , cacciatori, nomadi, contadini,  sottendeva abitudini e necessità diverse, potenziali conflitti nati dalla quantità e  dall’uso delle risorse, prime fra tutte il cibo e l’acqua. Eppure all’epoca i cosiddetti “usi e costumi” ovvero ciò che rende un popolo ciò che è,  erano ben presenti e diversificati anche da  noi, nonostante la retorica nazionalista del regime. Come  sia finita quella visione del mondo lo vediamo ogni giorno accendendo la tv o leggendo il giornale, senza andare troppo lontano da casa.. Ad aggravare questa già triste rappresentazione della percezione che l’occidente aveva del Continente Africano nei secoli passati , aggiungiamo che essa arrivava a giustificare forme di schiavitù sopratutto sessuale..Pensate alle “spose bambine” degli italiani alla Montanelli, o leggete “Tempo di uccidere”, di Ennio Flaiano..E’ questa “l’Africa percepita”  che l’esposizione visitabile a Onzo fino al 30 maggio 2022 presso la Casa degli Artisti vuole testimoniare attraverso la collezione permanente di stampe e disegni databili tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Ma intorno, negli stessi spazi, troverete una significativa collezione di maschere, sculture, oggetti d’uso, tessili, provenienti da moltissime culture del continente Africano. E questa è Africa Nera, Africa Vera. 


Perceived Africa: when arrogance marked the borders with the ruler.


A collection of antique prints tells us about the perception we had of the African continent between the nineteenth and twentieth centuries, between arrogance, ignorance and "need for the exotic".


Black Africa, True Africa.

A selection of traditional African art works.

https://www.flickr.com/gp/tribaleglobale/f7o199


The West has always considered it its right to divide up the resources conquered with violence and oppression, and it easily happened that the borders of the so-called "States" were pulled with the ruler regardless of the peoples who inhabited them, all indifferently made up of "negretti":  off. cours the "converts" for us were all generically pagans, or at most Muslims ...

Congo, Nigeria, Cameroon ... For Italians there were Libya, Eritrea, Ethiopia ... regardless of the complexity of peoples and cultures that we wanted to compress in the chosen word. Yet even then the simple observation of a physical geographical map, speaking of deserts, mountains and scrublands, hinted at ancestral cultures of shepherds, hunters, nomads, peasants, underlying different habits and needs, potential conflicts born from the quantity and use of resources. , first of all food and water. Yet at the time the so-called “ usi e costumi ", that is what makes a people what they are, were well present and diversified by us too, despite the regime's nationalist rhetoric. We see how that vision of the world ended every day by turning on the TV or reading the newspaper, without going too far from home .. To aggravate this already sad representation of the perception that the West had of the African continent in past centuries, we add that it came to justify forms of slavery above all sexual .. Think of the "child brides" of Italians like Montanelli, or read "Time to kill", by Ennio Flaiano .. It is this "perceived Africa" ​​that the exhibition can be visited in Onzo until May 30, 2022 at the Casa degli Artisti wants to testify through a permanent collection of prints and drawings dating from the late nineteenth and early twentieth centuries. But around, in the same spaces, you will find a significant collection of masks, sculptures, objects of use, textiles, from many cultures of the African continent. And this is Black Africa, True Africa.


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